Codice UPC: cos'è e come ottenerlo per vendere negli Stati Uniti

Il codice UPC è il codice a barre a 12 cifre usato negli Stati Uniti. Quando il vostro EAN-13 basta, quando serve un UPC, come ottenerlo e cosa chiedono i distributori per cartoni e pallet.

Il codice UPC è il codice a barre a 12 cifre che si trova sui prodotti venduti negli Stati Uniti e in Canada. Se la vostra azienda usa già i codici EAN a 13 cifre di GS1 Italy, la domanda è quasi sempre la stessa: servono davvero nuovi codici per l'America? In questa guida trovate la risposta, la differenza tra UPC ed EAN, come ottenere un UPC senza errori costosi e quali codici e dati logistici vi chiederà un distributore americano per cartoni e pallet.

Cos'è il codice UPC e cosa c'entra il GTIN

Conviene separare due cose: il numero e il simbolo. Il numero si chiama GTIN (Global Trade Item Number) ed è l'identificativo unico del prodotto nel sistema GS1. Il simbolo è il codice a barre che lo rende leggibile dallo scanner. Il codice UPC-A è il simbolo che porta un GTIN a 12 cifre (GTIN-12); il vostro EAN-13 è il simbolo che porta un GTIN a 13 cifre (GTIN-13).

Entrambi sono GTIN dello stesso sistema mondiale, gestito da GS1. Negli Stati Uniti si usa spesso "UPC" come sinonimo generico di codice a barre, anche quando il buyer intende semplicemente "il GTIN del prodotto".

I codici GS1 che incontrerete esportando negli Stati Uniti
SimboloNumeroCifreDove si usa
UPC-AGTIN-1212Unità di vendita, cassa del negozio, soprattutto Nord America
EAN-13GTIN-1313Unità di vendita, cassa del negozio, soprattutto fuori dal Nord America
ITF-14GTIN-14 (o GTIN-13 con uno zero davanti)14Cartoni e imballi, solo magazzino e distribuzione
GS1-128GTIN dell'imballo + lotto, scadenza, pesovariabileEtichette logistiche di cartoni e pallet

UPC ed EAN: la differenza, e se il vostro EAN-13 funziona negli USA

In teoria il vostro EAN-13 basta. Dal gennaio 2005, con il programma noto come Sunrise 2005, i retailer e gli scanner nordamericani si sono impegnati ad accettare anche i codici a 13 cifre. GS1 Italy lo dice chiaramente: per esportare negli Stati Uniti non siete tenuti a ricodificare i prodotti.

In pratica, però, GS1 Italy segnala che alcuni retailer e distributori americani non hanno ancora adeguato i propri sistemi e chiedono prodotti etichettati con UPC a 12 cifre. Anche il supporto di GS1 globale avverte che alcuni negozi piccoli o specializzati negli Stati Uniti e in Canada possono avere difficoltà con l'EAN-13. Il motivo è quasi sempre tecnico: database o gestionali con un campo a 12 cifre, mai aggiornati.

Una precisazione utile: le prime cifre di un codice indicano il paese dell'organizzazione GS1 che ha concesso il prefisso, non il luogo in cui il prodotto è stato fabbricato. GS1 US lo ha ribadito pubblicamente. Il codice a barre non sostituisce quindi l'indicazione di origine in etichetta.

Come ottenere un codice UPC per un'azienda italiana

Un'azienda italiana ha due strade, ma nella maggior parte dei casi la scelta naturale è una sola: restare con GS1 Italy.

Con GS1 Italy: il prefisso UPC supplementare

GS1 Italy noleggia pacchetti di codici UPC solo alle aziende che usano già i codici GS1 (EAN). Il prefisso UPC è considerato supplementare: si aggiunge al prefisso aziendale principale e al suo contributo annuale.

  1. Verificate con il vostro cliente americano che serve davvero un UPC a 12 cifre.
  2. Se non siete ancora associati a GS1 Italy, ottenete prima il prefisso aziendale GS1 (EAN).
  3. Scaricate dal sito di GS1 Italy il contratto di noleggio del prefisso UPC, compilatelo e inviatelo con la copia del pagamento, secondo il listino pubblicato.
  4. Ricevuto il prefisso, generate i codici UPC con Codifico, lo strumento online di GS1 Italy incluso nel contributo annuale.
  5. Aggiornate catalogo, schede prodotto ed etichette con i nuovi codici.

Il contratto vale per l'anno solare (1 gennaio - 31 dicembre) e il canone non è frazionabile: se attivate il servizio a novembre, pagate comunque l'anno intero. Verificate sempre il listino aggiornato sul sito di GS1 Italy prima di procedere.

Con GS1 US: quando ha senso

GS1 US è l'organizzazione GS1 degli Stati Uniti. Concede prefissi aziendali a partire da $250 per 10 codici, con un rinnovo annuale, e un singolo GTIN a $30 (prezzi pubblicati da GS1 US, da verificare al momento dell'acquisto). Ha senso valutarla se il marchio è di proprietà di una società americana del vostro gruppo. Per un'azienda con sede in Italia, il riferimento resta GS1 Italy: un solo prefisso, codici EAN per l'Europa e, se servono, UPC supplementari per il Nord America.

L'UPC è un numero nuovo, non una conversione

Un codice UPC non si ottiene togliendo una cifra all'EAN. È un nuovo GTIN, costruito sul prefisso UPC. Un GTIN-12 diventa GTIN-13 aggiungendo uno zero davanti, ma il risultato è un numero diverso da quello che il prodotto ha in Italia. Se lo stesso articolo esiste in due versioni (EAN per l'Europa, UPC per gli USA), tenete una tabella di corrispondenza aggiornata e usate lo stesso codice in etichetta, catalogo, listini e marketplace.

Perché non comprare codici a barre dai rivenditori

Online si trovano siti che vendono codici UPC singoli a pochi dollari. Sembrano un risparmio, ma il prefisso di quei codici è registrato a un'altra azienda, non alla vostra.

GS1 US spiega il problema: retailer, marketplace e distributori controllano i codici nel database GS1. Se il codice risulta associato a un'altra azienda, o non risulta affatto, il prodotto rischia di essere rifiutato, e la correzione può significare rietichettare tutta la merce. Sui marketplace, un GTIN non verificabile può portare al blocco o alla sospensione dell'inserzione.

Codici per cartoni e pallet: GTIN-14 e ITF-14

Il distributore americano non compra la singola confezione: compra il cartone. Nei magazzini si scansionano i cartoni, non le unità al loro interno. Per questo il distributore vi chiederà un codice anche per l'imballo, oltre a quello del prodotto.

Le regole GS1, come le descrive la guida pratica di GS1 Italy, sono queste:

  • Il GTIN del cartone deve essere diverso da quello dell'unità di vendita che contiene.
  • Si può usare un nuovo GTIN-13 oppure un GTIN-14: si toglie la cifra di controllo dal GTIN del prodotto, si antepone un indicatore da 1 a 8 e si ricalcola la cifra di controllo.
  • Se partite da un UPC, si antepone anche uno zero al codice UPC prima dell'indicatore.
  • Ogni configurazione di imballo ha il suo GTIN: se cambia il numero di pezzi nel cartone (6 invece di 12), o cambiano le dimensioni del cartone, serve un codice diverso.

Il simbolo tipico del cartone è l'ITF-14: si stampa direttamente sul cartone ondulato, ha un riquadro spesso intorno alle barre (le bearer bars) e non si usa alla cassa, solo in magazzino e distribuzione. Secondo GS1 US è alto almeno 1,25 pollici (circa 3,2 cm). Se dovete indicare anche lotto, scadenza o peso, si usa invece il GS1-128, che li codifica nello stesso simbolo.

I dati che il buyer americano vuole accanto ai codici

Il codice a barre è solo la chiave. Quello che il distributore inserisce nel suo sistema, al momento dell'apertura di un nuovo articolo (item setup), è una serie di dati logistici che devono corrispondere esattamente al cartone fisico.

  • GTIN dell'unità e del cartone, con il simbolo stampato (UPC o EAN sulla confezione, ITF-14 o GS1-128 sul cartone).
  • Case pack: quante unità ci sono nel cartone, scritto come lo legge un americano (per esempio 12 x 17.6 oz, cioè 12 confezioni da 500 g).
  • Dimensioni e pesi in unità americane: pollici e libbre per unità, cartone e pallet, con l'equivalente metrico (1 pollice = 2,54 cm; 1 libbra = 453,6 g).
  • Ti-Hi: Ti è il numero di cartoni per strato del pallet, Hi il numero di strati. Un pallet 10 x 6 contiene 60 cartoni.
  • Peso e altezza del pallet completo, oltre all'ordine minimo (MOQ, minimum order quantity) se lo applicate.

La coerenza conta più della quantità. Se dichiarate un pallet da 10 x 5 e spedite un 8 x 6, il magazzino deve rilavorare la merce a mano e i costi possono ricadere sul fornitore. Per lo stesso motivo, un cartone con dimensioni diverse da quelle dichiarate crea problemi a scaffalature e trasporti.

Alcuni retailer ricevono questi dati per via elettronica attraverso la rete GS1 GDSN: in Italia GS1 Italy offre il servizio Allineo per sincronizzarli. Per un distributore specializzato, di solito basta una scheda prodotto in inglese chiara, con tutti i campi sopra.

Pronti per l'AmericaSistemiamo quello che l'analisi ha trovato, così un buyer che vi cerca trova tutto in inglese.Scopri il percorso

Cosa fare adesso, in ordine

  1. Fate l'elenco dei prodotti che volete portare negli Stati Uniti, con il loro GTIN-13 attuale.
  2. Chiedete al vostro importatore, distributore o broker se accettano il GTIN-13. Se non lo avete ancora, leggete la guida su come trovare distributori negli Stati Uniti.
  3. Solo se serve, richiedete il prefisso UPC supplementare a GS1 Italy e generate i codici con Codifico.
  4. Assegnate un GTIN a ogni configurazione di cartone e stampate l'ITF-14 (o il GS1-128) sugli imballi.
  5. Preparate la scheda prodotto per il mercato USA: case pack, dimensioni e pesi in pollici e libbre, Ti-Hi, MOQ.
  6. Verificate in parallelo gli obblighi che non dipendono dal codice a barre, a partire dalla registrazione FDA per gli alimenti.

Tenete d'occhio anche Sunrise 2027: entro la fine del 2027 gli scanner dei punti vendita dovranno saper leggere, oltre ai codici lineari, anche codici 2D come il GS1 DataMatrix e il QR Code con standard GS1 Digital Link. Il codice lineare non sparisce: GS1 Italy consiglia, per chi passa al 2D, di affiancarlo all'EAN-13 con lo stesso GTIN.

Una nota di chiarezza: non mi occupo di etichettatura, registrazioni o logistica. Quando servono, vi metto in contatto con partner di fiducia. Il mio lavoro è far sì che i codici e i dati siano presentati come li cerca un buyer americano. Se producete alimenti o bevande, trovate il percorso completo nella pagina Food & Beverage; per il quadro generale, partite dalla guida su come esportare negli Stati Uniti.

Domande frequenti

Domande frequenti

Il codice EAN-13 è valido negli Stati Uniti?

Sì. Dal 2005 i retailer e gli scanner nordamericani si sono impegnati ad accettare i codici a 13 cifre, e GS1 Italy conferma che non è obbligatorio ricodificare i prodotti. Alcuni retailer e distributori americani chiedono però ancora il codice UPC a 12 cifre: verificate con il vostro cliente prima di richiederlo.

Qual è la differenza tra UPC ed EAN?

Il codice UPC-A porta un GTIN a 12 cifre ed è usato soprattutto in Nord America; l'EAN-13 porta un GTIN a 13 cifre ed è usato soprattutto nel resto del mondo. Sono entrambi codici del sistema GS1 e si leggono alla cassa. Un GTIN-12 diventa un GTIN-13 aggiungendo uno zero davanti.

Come si ottiene un codice UPC in Italia?

Tramite GS1 Italy, che noleggia pacchetti di codici UPC supplementari alle aziende già associate che usano i codici EAN. Si compila il contratto di noleggio, si paga il canone annuale secondo il listino e si generano i codici con lo strumento Codifico.

Posso comprare codici UPC da un rivenditore online?

È sconsigliato. Il prefisso di quei codici è registrato a un'altra azienda: retailer, distributori e marketplace controllano i codici nel database GS1 e possono rifiutare il prodotto o bloccare l'inserzione. Ottenete i codici solo da un'organizzazione GS1.

Cos'è il codice ITF-14 e perché lo chiede il distributore?

È il codice a barre che si stampa sui cartoni e porta il GTIN dell'imballo, diverso da quello della singola confezione. I magazzini americani ricevono e movimentano cartoni, non unità, per questo il distributore lo chiede insieme a case pack, dimensioni e configurazione del pallet.

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